Come si lavora la cartapesta

Come si lavora la cartapesta

La cartapesta è una tecnica povera che utilizza carta di giornali e di quotidiani.

Si prepara utilizzando prevalentemente carta e stracci intrisi di un materiale legante, come oggi la colla vinilica (anticamente, invece, colla di farina o altro collante), che però viene utilizzato in modo moderato per motivi tecnici e lavorativi. Dal modellato plastico argilloso si ricava il calco in gesso, un negativo dell’immagine tridimensionale per pestare la carta e farle assumere la forma del modellato argilloso lavorato in precedenza.

Esistono varie tecniche di lavorazione della cartapesta: riduzione della carta in stralci da pestare con colla oppure di carta in poltiglia mescolata anch’essa con colla.

Per gli oggetti piccoli, come maschere o simili, è meglio utilizzare della carta riciclata di stracci azzurra o carta da pane, reperibile nei negozi d’arte e nelle cartolerie, imbevuta di colla da parato preparata con acqua. I realizzatori di carri di carnevale, invece, usano la tecnica della carta da calco, che permette realizzazioni di grandi dimensioni.

I maestri di questa tecnica sono i carristi dei famosi Carnevale di Foiano, Carnevale di Viareggio, Carnevale di Acireale, Carnevale di Putignano, Carnevale di Sciacca, Carnevale dei ragazzi di Sant’Eraclio e i cartapestai della Festa dei Gigli di Nola e dei giocatolli (cavallini irti e a dondolo) e maschere, fabbrica del primo ‘900 siciliano del maestro Francesco Lombardo, nativo e creativo di Palazzolo Acreide (SR). Le opere dell’artista sono oggi conservate al Museo Francesco Lombardo di Giuseppe di Floridia (SR) e dichiarate dall’Assessorato dei Beni culturali e dell’identità siciliana “Beni Demoetnoantropologici Materiali” di interesse culturale.

La cartapesta, una volta essiccata, diventa molto leggera e viene anche utilizzata in vari modi creativi, invece con la poltiglia di carta e colla si posso realizzare burattini e statuette, famose nell’arte Napoletana e Leccese .

Una delle applicazioni più singolari della cartapesta nel mondo d’oggi è avvenuta in occasione del Disastro di Fukushima, a seguito del maremoto del 2011, durante il tentativo di tappare una falla nel reattore n. 2 della centrale nucleare danneggiata di Fukushima in Giappone: i tecnici della “Tepco”, gestore dell’impianto, dopo l’utilizzo inefficace di calcestruzzo, hanno versato 8 kg di polimeri, 60 kg di segatura e 3 sacchi di giornali sminuzzati nel pozzo di sfogo collegato all’edificio delle turbine, pur di chiudere la crepa di 20 centimetri, limitare la fuoriuscita di radiazioni e il disastro ambientale.

Le fasi principali per arrivare ad una scultura in cartapesta sono:

  1. Ideazione del soggetto
  2. Bozzetto su carta
  3. Progettazione della struttura portante e degli eventuali meccanismi per il movimento delle parti
  4. Modellazione della scultura originale in creta (se di grandi dimensioni supportata da strutture in legno e/o ferro)
  5. Produzione di una “forma” o “calco” che viene realizzato in gesso, scagliola o alabastrino
  6. Stampaggio della carta nella forma
  7. Essiccazione
  8. Montaggio sulla struttura definitiva
  9. Eventuale impregnazione con sostanze consolidanti
  10. Colorazione
  11. Lucidatura

L’utilizzo della cartapesta a fini artistici è noto in Italia sin dal Cinquecento, dato che già allora si realizzarono statue a carattere sacro a somiglianza di quelle di legno.

Però fu l’Inghilterra il paese dove questo materiale riscosse maggiore successo, a partire dalla seconda metà del Settecento. Infatti, da quel momento, la cartapesta venne impiegata al posto dello stucco nelle decorazioni di soffitti e muri. Intorno al 1760, per i lavori di costruzione e rifinitura della chiesa di “West Wycombe” vennero chiamati operai italiani e questo evento fu una delle saldature fra la tradizione italiana più antica e le nuove diramazioni che l’attività sviluppò in Inghilterra successivamente.[4]

Lo stesso Robert Adam fece ampio ricorso a finti stucchi di cartapesta, e verso la fine de XVIII secolo si costruirono astucci, vassoi e persino mobili.

Per rinforzare e rendere più durevoli i mobili si utilizzò una rivestitura impermeabile atta a laccare la superficie, mentre grazie alla plasticità del materiale si ottennero fogge pregevoli e originali.


 

Come si lavora la cartapesta

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    Prepara una zona di lavoro. Durante il procedimento c’è il rischio di sporcare, quindi per proteggere il tavolo da pranzo della nonna, appoggia dei giornali o altre protezioni per mantenere pulita la superficie. Oltre al giornale ti servirà anche:

    • Una ciotola o un grosso contenitore
    • Farina, colla vinilica o per carta da parati
    • Acqua
    • Struttura di base
    • Pennello
    • Giornali (per il progetto, non per coprire le superfici)
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    Ricava lunghe strisce dai giornali. La larghezza ideale è 2,5 cm, ma ciascun progetto richiederà misure diverse. Inoltre dovrai rivestirlo tre volte, quindi strappa molta carta. Non usare le forbici, un bordo irregolare è meglio di uno liscio.

    • Le strisce non devono essere precise. Non esiste una misura sbagliata. Se vuoi aggiungere volume alla struttura, te ne serviranno di misure diverse. Quindi strappa liberamente.
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    Scegli un metodo per fare la cartapesta. Anche con qualche variante, il prodotto sarà lo stesso. Usa quello che hai a disposizione.

    • Mix con la colla: versa 2 parti di colla bianca a una di acqua in una ciotola. Questi quantitativi possono essere modificati in base alla grandezza progetto. Se hai una colla forte, mescola una parte di colla e una di acqua.
    • Mix con la farina: combina una parte di farina e una di acqua. Facile, no?
      • Per progetti di una certa grandezza, è meglio sostituire la colla bianca con l’acqua.
    • Mix con colla per carta da parati: versa 2 parti di colla per carta da parati e una di acqua in una ciotola. Questo metodo va bene per progetti a lunga durata, resisteranno anni.
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    Mescola il mix che preferisci. Usa un pennello, un cucchiaio o un bastone per amalgamare gli ingredienti fino a ottenere una consistenza liscia.

    • Se il mix è troppo liquido o denso, sistemalo di conseguenza. Aggiungi più base adesiva se è liquido, più acqua se è denso.
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    Trova una superficie da rivestire con la cartapesta. Un palloncino, un cartone o una figura modellata sono solo alcuni esempi. Puoi anche unire due oggetti con la cartapesta per formare una creazione originale! Il composto colloso si attaccherà a qualsiasi cosa.

    • Se usi un palloncino, spennellalo prima con dell’olio, così quando la cartapesta è asciutta, potrai sfilarlo senza problemi.

Parte 2

Creare la Cartapesta

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    Intingi una striscia di giornale nel composto colloso. Le tue dita si sporcheranno! Più ti sporchi e meglio verrà il lavoro.
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    Togli l’eccesso di collante. Passa leggermente due dita lungo la striscia di carta, dall’alto verso il basso. Tienila sulla ciotola per far gocciolare il mix in eccesso.
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    Sistema la striscia sulla superficie da rivestire. Spianala usando le dita o un pennello. Cerca di rimuovere tutte le pieghe e i rigonfiamenti possibili. Devi avere una superficie liscia per poterla dipingere e decorare

    • Se vuoi creare una forma (diciamo una faccia), modella le strisce a piacere, poi appoggia la forma sulla base e ricoprila con le strisce per farla aderire e lisciarla. Così creerai del volume e dei dettagli in modo semplice.
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    Ripeti la stratificazione. Fallo per tre volte. Tre strati sono particolarmente importanti se rimuovi la base quando la cartapesta è asciutta: per tenere, dovrà essere solida.

    • Metti il primo strato in orizzontale, il secondo in verticale e così via. Ti aiuterà mostrandoti a che punto sei e rinforzando la struttura.
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    Sistema l’oggetto ad asciugare su una superficie ricoperta di giornali. Ci vorrà circa un giorno, a seconda della grandezza del progetto. Non toccarlo fino all’indomani, poi controlla se è pronto per essere dipinto.
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    Dipingi. Colora o decora come desideri l’oggetto che hai creato. Et voilà! E dì a tutti che lo hai fatto tu!

    • Alcune scuole di pensiero affermano che è meglio iniziare con un primer bianco. Se usi un colore leggero, è meglio sfruttare questo consiglio (o determinati colori potrebbero prevalere rispetto ad altri).

Consigli

  • Il mix di farina è l’ideale per le pignatte messicane, perché si rompe facilmente. Se cerchi qualcosa di più resistente scegli la colla.
  • Meglio avere qualche giornale in più. Rimanere senza carta a metà lavoro non è divertente.
  • I tuoi pezzi di carta non devono necessariamente essere strisce. Qualsiasi pezzo a prescindere dalla forma andrà bene, basta che sia di facile uso.
  • Inoltre, strappare come capita e non con le forbici, porterà ad un aspetto più liscio.
  • Aspetta che la cartapesta sia completamente asciutta prima di dipingerla.
  • Puoi dipingerla con colori acrilici una volta che è asciutta. A volte aiuta spruzzare un paio di strati di lucidante fra la cartapesta e il colore per evitare che si sfaldi.
  • Ci vorranno più di quaranta minuti perché il lavoro si asciughi.
  • Usando strisce più sottili avrai un risultato finale più omogeneo e meno ondulato. I pezzi più piccoli di carta ti saranno altrettanto utili.
  • Se usi il metodo acqua e farina, quella bianca dà un risultato più omogeneo rispetto a quella di grano duro.
  • Puoi rivestire praticamente qualsiasi cosa, dalle cornici per fotografie ai vecchi CD.
  • La cartapesta non è impermeabile, a meno che non usi un sigillante nel mix. Se vuoi tenerla all’aperto, dovrai rifinirla con un sigillante, come la tempera per bambini o il flatting per barche.
  • Prova ad usare tipi diversi di carta oltre ai normali giornali – la carta da cucina va particolarmente bene.
  • Se stai facendo un progetto piuttosto grande e ti serve molta carta, chiedi a un giornalaio dei resi o vai in un centro per il riciclaggio.
  • Se vuoi una semplice finitura bianca, usa della carta bianca per i primi due strati.
  • Per evitare che le dita si appiccichino, indossa dei guanti usa e getta.
  • Se fai una pignatta, ricordati di togliere eventuali grappette dalla carta.

 Avvertenze

  • Se fai una pignatta usando un pallone, usa abbastanza strati (almeno 3) o sostituiscili con carta più spessa (come quella bianca normale) e assicurati di lasciar asciugare completamente prima di togliere il pallone. In caso contrario il pallone potrebbe far piegare la carta verso l’interno, provocando delle ammaccature.
  • Il mix di colla può essere duro da rimuovere dalle superfici se si attacca. Se sei preoccupato per il tuo tavolo da lavoro, sistemaci sopra dei giornali prima di iniziare.

Cose che ti Serviranno

  • Colla/farina/colla vinilica
  • Acqua
  • Ciotola
  • Cucchiaio/bastone per mescolare
  • Giornali (per coprire la superficie e fare la cartapesta)
  • Struttura di base
  • Pennello
  • Olio alimentare (optional)

Fonte: Wikipedia e  WikiHow


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